Durante un passeggiata sulla Prinzeregentenstrasse, subito dopo il museo Haus der Kunst, la nostra attenzione viene attirata, quasi ogni giorno dell’anno, da gruppetti di curiosi che si sporgono da un ponte di pietra. Guardano forse qualcuno pescare –  penseranno in molti; niente da fare,  non è questa la famosa attrazione…

Qui a Monaco infatti, non è di moda dedicarsi all’ittica, ma si pratica uno sport “urbano” molto più cool, denominato “surf da fiume”.

Bisogna tornare indietro negli anni ’70 per trovare i primi avventurosi che si cimentarono in quesa attività così particolare. Proprio all’entrata sud dell’ Englischer Garten, scorre l’Eisbach, un piccolo affluente dell’ Isar, e lì si forma un’onda, che i surfisti  hanno ribattezzato come “die Welle” (l’Onda).

Lo sport, che è diventato uno dei simboli della Monaco contemporanea, ha visto anche minacciata la sua esistenza, non essendo considerato legale dall’autorità bavarese.
La comunità dei surfisti di Monaco, composta da quasi mille partecipanti, ha così creato un movimento per salvare l’onda dell’Eisbach, inscenando anche diverse proteste contro l’ordinanza restrittiva. Sono state raccolte, attraverso una pagina web, più di 13.000 firme elettroniche e questo forse ha portato alla soluzione, molto creativa, per salvare l’onda.

Il Ministro bavarese della Finanze, vendendo per un prezzo simbolico l’onda alla città, ha permesso così che una delle maggiori attrazioni di Monaco venisse gestita direttamente dal sindaco Ude. Da lì a poco il successo per il movimento “Salva l’onda”: nel maggio del 2010 il regolamento è stato cambiato, permettendo ai surfisti esperti di continuare a cavalcare le acque dolci del fiume.

All’affermarsi del movimento  ha sicuramente contribuito anche il film – documentario, “Keep Surfing”, uscito nel 2009, del regista di Colonia Björn Richie Lob.

“All’inizio – dice il regista in uno speciale sul film – è stato difficile superare la resistenza dei surfisti locali, che non volevano si facesse troppa pubblicità alla loro onda, per evitare sovraffollamenti e attese nella loro attività sportiva”.

La pellicola si è rivelata un successo non solo tra gli addetti ai lavori, guadagnandosi anche diversi premi, tra cui, quello del pubblico del Film Festival di Monaco (2009) e al Festival internazionale di Varsavia, l’anno seguente.

Così, come molti dei nostri surfisti riportavano su striscioni e magliette, “let’s keep on surfing” – continuiamo a cavalcare le onde in piena città, ricordando bene però che la storica Onda è accessibile solo ai più esperti; per chi invece è alle prime armi, sono disponibili altre locations: per maggiori informazioni controllate il sito della comunità dei surfisti di Monaco.

E buona onda a tutti!

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